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Le modalità operative del progetto ILIR a Valona |
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Preparazione e formazione Il progetto ILIR ha avuto due fondamentali momenti di sviluppo: una prima fase di preparazione e formazione (da maggio a settembre 1999) ed una seconda fase di scolarizzazione diretta con i bambini (avviata nell’ottobre 1999 e tuttora in corso). Inizialmente, avuta conferma dell’operatività del progetto e grazie alla struttura di Agimi Valona, si sono presi i contatti con le istituzioni albanesi, con l’ospedale cittadino, con la scuola per handicappati di Valona e l’Unione Ciechi di Valona e Tirana. Vi è stata, in seguito, la formazione del personale locale, accuratamente selezionato in base alle numerose indicazioni dei collaboratori albanesi dell’associazione. La scelta di formare personale albanese tramite altri albanesi, in particolare, è nata dalla volontà di rispettare il patrimonio culturale autoctono, senza voler forzare la situazione inserendovi letture esterne. Soprattutto si è cercato di non imporre una visione "occidentale" in un ambito sociale completamente diverso, e per questo da conoscere approfonditamente prima di potervi intervenire. Contemporaneamente si avviava il processo di ricerca dei dati necessari a localizzare i bambini da inserire nel progetto, processo rivelatosi assai complesso a causa dell’arretratezza e incompletezza di molti archivi e per l’estrema mobilità delle famiglie albanesi. Nel frattempo, intanto, si sono cercati i locali in cui svolgere le attività scolastiche, di socializzazione e in cui poter ospitare i bambini provenienti da villaggi troppo lontani da Valona per poter essere riportati a casa ogni giorno (viste anche le condizioni della rete viaria). E’ stato infine anche firmato un accordo con il reparto di oculistica dell’Ospedale di Valona, che ha fornito prima una consulenza per rintracciare numerosi bambini e, in seguito, accurate visite mediche. |
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Il
lavoro di mappatura Un lavoro preliminare imprescindibile è consistito nella ricerca dei nominativi dei vari bambini in qualche modo venuti a contatto con la "rete istituzionale" albanese, ovvero l’ospedale di Valona, l’assistenza sociale, l’Associazione Ciechi, ecc... Le difficoltà sono venute principalmente dall’inadeguatezza di ogni tipo di elenco, sia per incompletezza del medesimo sia a causa della mobilità di numerose famiglie, specie dai villaggi verso la città. Si
è quindi proceduto ad una serie di contatti diretti con le famiglie, sia
per presentare il progetto e le sue finalità sia per venire a conoscenza
delle diverse problematiche individuali. L’accoglienza per lo staff di ILIR è risultata invece sempre molto calorosa, sia da parte degli amministratori locali sia, specialmente, dalle famiglie dei bambini non-vedenti, tutte o quasi consapevoli dell’opportunità di una crescita culturale e sociale offerta ai loro figli tramite la partecipazione al progetto. La cosa ha colpito positivamente -in particolare- i numerosi volontari italiani che si sono succeduti durante il periodo, i quali hanno potuto toccare con mano più volte la famosa ospitalità albanese. |
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La
scolarizzazione Nell’autunno,
una volta contattati e selezionati tutti i bambini degli elenchi, si è
passati alla fase di scolarizzazione diretta, ovvero il principale fine
concreto dell’intero progetto. Dopo una serie di incontri, anche con la direzione della Scuola per handicappati (mentali) di Valona, ed una attenta valutazione delle diverse opportunità, si è deciso comunque di svolgere i corsi in locali autonomi, di solo utilizzo per la scuola ILIR. I bambini, vista la disparità di età ed anche le diversità nella preparazione di base (alcuni ragazzi erano già anche a conoscenza dei rudimenti del braille), sono stati suddivisi in due classi, una di avviamento alla lettura e scrittura in braille -dai 6 ai 12 anni- ed un’altra ad impostazione contenutistica -dai 13 ai 15 anni. Le lezioni di musica e di educazione fisica -queste, invece, svolte invece in collaborazione con la Scuola per handicappati- completano il quadro didattico e forniscono un notevole impulso alla socializzazione, anche con altri coetanei. Il ridotto numero di studenti per ogni classe -sei o sette alunni ciascuna- si è rivelato inoltre fondamentale per un profondo e proficuo rapporto con le insegnanti e per un ottimo sviluppo delle relazioni interpersonali tra i diversi ragazzi non vedenti. L’utilizzo di strumentazioni apposite, quali la dattilo-braille, le tavolette, il pallone sonoro ecc. permettono poi loro di sfruttare appieno le proprie risorse. E’ stato poi infine predisposto un "convitto", per poter offrire ulteriori possibilità di interazione sociale ai bambini provenienti dai villaggi più lontani da Valona e -soprattutto- per garantire loro la possibilità di frequentare le lezioni durante il periodo invernale, quando i contatti con molte zone del distretto diventano impossibili o difficilissimi a causa della rovina delle strade. Ogni giorno, adesso, questi ragazzi frequentano la scuola con un entusiasmo straordinario, donando a tutti la ricchezza della loro gioia, della loro voglia di vivere e di conoscere e mostrando, al di là di ogni parola, che qualsiasi difficoltà della vita diventa superabile. E -dopo due anni di speranze, impegno e costanza- i risultati ottenuti, anche da un punto di vista strettamente didattico e culturale, sono eccezionalmente sorprendenti!!!
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