AGIMI - Eurogiovani

Agimi ha sempre avuto un ambizione: creare un "ponte sul canale", per unire idealmente le due sponde del braccio di mare che separa la Terra d'Otranto dal Paese delle Aquile.
Crearlo con l’amicizia, la cultura, la solidarietà ma anche dando vita a qualcosa di concreto, qualcosa che testimoniasse visivamente questo legame tra Albania ed Italia.

La ricostruzione del centro Eurogiovani dopo la tromba d'aria del 2000

Che cosa?
Il progetto originario prevedeva la creazione di due centri "gemelli", uno a Valona ed uno in Puglia
. Questi centri erano visti come spazi di aggregazione e di unione, come punti di partenza per le azioni dell’Associazione sul territorio. Concretamente essi dovevano essere delle strutture in grado di fornire supporto logistico e culturale ai vari interventi di Agimi, sia in territorio albanese che in quello italiano. Essi dovevano poter ospitare i volontari giunti per i campi-lavoro e tutte le persone che volessero avvicinarsi a quei principi di uguaglianza che fin dall’inizio hanno animato l’azione dell’Associazione, oltre a diventare importanti punti di riferimento per l’intera comunità in cui venivano edificati.

Il primo ad essere costruito è stato il centro di Valona, tirato su dal nulla, solo con lo sforzo (economico ma soprattutto fisico) di tante persone, giovani e non, volontari e non, albanesi ed italiani. Purtroppo, dopo pochi mesi dalla sua piena operatività, il centro valonese è stato assaltato dalle bande di briganti che -durante l’insurrezione armata del 1997- hanno imperversato nel sud dell’Albania. In seguito è stato occupato da alcune famiglie senza casa, e ancora oggi sono in corso le pratiche per stabilire la reale proprietà, districandosi nella "burocratica" giustizia albanese.

In Italia, quasi contemporaneamente, veniva alla luce il Centro Giovanile Internazionale Eurogiovani, a Maglie (Le). Anche qui negli anni si sono succeduti i gruppi di volontari per creare una struttura che fosse massimamente funzionale ed accogliente.

In poco tempo si è venuto a creare un centro con la capacità di accogliere oltre 100 persone e con un vasto parco tutto intorno. Inoltre si è dotato l’edificio di una moderna sala conferenze, oltre che di una "cappella multiconfessionale", dove già più volte hanno pregato assieme cattolici, ortodossi, musulmani ed ebrei.

Eurogiovani è stato pure teatro di due meeting internazionali di conoscenza e scambio culturale reciproco, a cui hanno preso parte persone da ogni paese del Mediterraneo. Oltre a questo, numerosi gruppi ed associazioni utilizzano le strutture del centro per incontrarsi, dialogare, confrontarsi.

Inoltre il centro di Maglie è il punto di partenza per tanti volontari italiani che vogliono operare in Albania, ma prima ancora conoscere la realtà, la cultura e le tradizioni della terra nella quale si stavano recando. Anche molti cittadini albanesi utilizzano la struttura come primo spazio di unione tra la loro nazione, il Salento e  l’Italia. Sempre da Eurogiovani partono tutte le mattine anche i volontari da tutta Europa venuti per fornire il loro servizio nel centro di prima accoglienza "don Tonino Bello" di Otranto (LE). Il "don Tonino Bello" è il luogo in cui viene fornita la prima assistenza alle decine di persone che arrivano ogni notte sulle coste pugliesi dopo aver affrontato un terribile viaggio in gommone sulle acque del Canale d’Otranto.

Le foto del "Luogo dell'Incontro" costruito all'Eurogiovani nel 2003

 

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