FRATERNITA’ UNIVERSALE


Talvolta mi colgo ad immaginare come potrebbe rappresentarsi la storia dell’umanità, prendendo le distanze dalla storiografia ufficiale ed abituale, per poter forse immaginare in un modo nuovo la costruzione della storia futura.
Un’immagine che mi aiuti a dire quello che ho pensato più volte a proposito del tema FRATERNITA’ potrebbe essere una lunga fila di uomini e donne con sulle spalle o sulla testa una giara colma dei valori che ognuno vorrebbe donare agli altri e lasciare quasi in eredità. Su ogni giara potremmo scrivere autorità, obbedienza, verità, scienza, ideali, moralità, liberazione, oppressione, ricerca, produzione, gioco, lavoro, serenità, pace, democrazia ...
Ogni popolo potrebbe essere rappresentato dai propri cittadini in fila con i frutti della propria storia e del proprio apporto positivo e negativo alla storia universale.
Ai rivoluzionari francesi toccherebbe certamente il privilegio di passare in rassegna quali portatori di giare titolate égalité, liberté, fraternité.
Continuando ad utilizzare l’immagine si potrebbe forse osservare che i portatori delle giare titolate égalité e liberté sono più numerosi dei portatori delle giare titolate fraternité.
Per l’uguaglianza e la libertà tra i popoli in verità si è fatto molto, anche se molto ancora rimane da fare, ma per la fraternità potremmo forse dire che non si è fatto nulla o assai poco.
Sono sorte istituzioni laiche e religiose che si sono battute e continuano a lottare perché venga garantita l’uguaglianza e la libertà delle persone e dei popoli. Se poi pensiamo, più o meno giustamente, che la democrazia sia ritenuta la forma governativa che maggiormente ha fatto e può continuare a fare sintesi dei valori dell’uguaglianza e della libertà, allora possiamo riflettere come mai addirittura ci sia, chi voglia esportare, anche con la forza tale forma di governo presso altri popoli o imporla a tutti i popoli.
La fraternità è certamente la sorella povera di questa famiglia composta da illustri sorelle.
Possiamo cominciare a domandarci perché?
Le risposte indubbiamente saranno diversificate a seconda che rileggiamo la storia di questo o di quell’altro popolo.
In Europa, a parer mio, l’anticlericalismo di certa cultura laicista ha emarginato, se non escluso pregiudizialmente, l’impegno a favore della fraternità. Probabilmente tale concetto, con tutte le implicazioni pratiche, è stato ritenuto di origine e pertinenza, se non addirittura di proprietà, della cultura religiosa e cristiana in particolare.
Sono maturi i tempi, in Europa e al di fuori, perché nascano analisi culturalmente corrette, storicamente documentate e prospettive ed impegni privi di pregiudizi ed esclusioni per poter progettare un futuro migliore per la fraternità e sequenze più lunghe di portatori di giare piene di fraternità. Potremo costruire un mondo globalizzato, universalmente fraternizzato, nel quale l’essere fratelli , ma molto più “vivere da fratelli”, sia anche garantito da istituzioni statali, laiche che partano e procedano verso una fraternità universale, senza esclusione, come dovrebbe avvenire in ogni famiglia, nella quale mai un fratello sarà inferiore al fratello.
Conosco un uomo, vissuto nel secolo XX, che ha aspirato come a vertice della sua perfezione e come a massimo contributo alla vita di un popolo del deserto ed ha testimoniato con la sua vita: “voglio abituare tutti gli abitanti cristiani, musulmani, ebrei e idolatri a considerarmi come loro fratello, il fratello universale”. (Charles de Foucauld, Lettera a Marie de Bondy, 1901).

don Giuseppe

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